Del perché è necessario andare al cinema il 12 settembre.

È necessario se: no, non ti tange un “lei non sa chi sono io”.
È necessario se l’immagine di un capoufficio che ritiene lecito sfiorare la gonna di una dipendente la trovi aberrante.
È necessario se ti mette i brividi l’idea che “quello con la divisa” abbia ragione a prescindere perché, sì, lui ha la divisa ed è di lui che ti devi fidare.
È necessario se ti fa paura l’odio, l’inespressività, la freddezza di un tempo in cui un Ministro della Repubblica Italiana si permette un “venitemi a prendere”, forte del consenso compatto di chi crede ci siano vite di serie A e vite di serie B.
È necessario se la parola abuso non ti fa solo schifo, ti fa paura.
Nel tempo in cui ci è stato dato di vivere, nel tempo dell’odio comune e comunque.

È necessario per Stefano, per Federico, per quella donna straordinaria di Ilaria Cucchi.

È necessario. Punto.