Fronti madide e grinzose, la Sora Umberta che:”vedi ‘mpo’ se questo me fa finì de lavà per terra” mentre le insozzi le scale appena lavate, sguardi cupi di dignità guerresca di bori pantatuati che inneggiano a CasaPound affetti da ludopatia fulminante che dopo i 50 è un attimo in quell’angolo di vita tra Fidene e Serpentara, tempie accigliate e pensose al SuperMegabIngo, un roboante “ma te voi levà dar cazzo?” che riecheggia al semaforo all’incrocio di Piazza Sempione mentre tu, bambino di sedici anni, continui ad alzare il volume di Pem Pem di Elettra Lamborghini all’interno della tua macchinetta solo perché sei troppo giovane per non vergognartene ancora. La vecchia del piano di sotto che si toglie la dentiera nell’ascensore, guardandoti, accompagnata perennemente dal figlio cinquantenne palesemente serial killer. I sessantenni al chioschetto con il Peroncino, accompagnati da milfone improbabili sui 55 conosciute su Tinder che sorseggiano spritz.

”Signora, ma cosa sta bevendo?”

Tra i Parioli e Fregene.
Sorelle Comencini, spostatevi, non conoscete la vera narrativa: Serpentara.
Cannes, arrivo. Buffet, arrivo.
Se magna.