Ricordo con emozione la prima volta in cui sono stata ad un festival del cinema.
La mia prima esperienza quando scrivevo per un piccolo blog di informazione cinematografica risale al 2011. E già mi rendevo conto nonostante la mia, all’epoca tenera età, della natura solitaria e da Vigna Clara che contraddistingue questi individui tristi che frequentano questi posti. Veri maniaci. Ciabattoni che non vedono l’ora di tornare a casa a sbragarsi davanti a Skysport. Personaggi pieni di traumi e di non-detti persino peggiori di quelli che arricchiscono le trame non trame dei film di solito concorrenti. Sì, perché questi film, impegnati come loro, vogliono darci emozioni vere, trasportarci in lande da film di Olmi o nel nuchismo di periferia con questi ragazzini rasati che corrono e non si sa dove cazzo vanno, ma loro corrono e scavalcano cancelli in luoghi desertici. Ma ci siete mai stati a Roma prima di girare i vostri cortometraggi di genere?
E poi vincono dei premi della giuria e del pubblico, cioè le stesse persone, tra il bronzo e la lapide e da far vedere a nonna mentre strangola il cappone nell’orto.